CON L'ORBACE O IN DOPPIOPETTO, SONO SEMPRE LORO
Il 22 maggio 1988 moriva, alla pazzesca – per uno come lui – età di settantatré anni, il boia Giorgio Almirante: nel giorno del trentottesimo anniversario del suo molto tardivo decesso alcuni esponenti di Fratelli d’Italia gli rendono omaggio, in qualità di “padre nobile” della destra italiana.
A raccogliere alcuni degli attestati di stima per colui che fu il segretario del Movimento Sociale Italiano è il quotidiano "il Giornale" dell’editoria italiana che riporta le dichiarazioni di alcune delle figure apicali dell’attuale Governo, che vedono nel politico di Salsomaggiore Terme (Parma) una fonte di ispirazione.
L’esponente del Partito Democratico spezzino Andrea Orlando ne ricorda il «percorso iniziato con la redazione della rivista La difesa della razza, passando per i repubblichini di Salò, fucilando partigiani, intrecciandosi poi con la stagione delle trame nere e dell’estremismo neofascista».
Una vita spesa nella coerenza del portare avanti i suoi disgustosi ideali e che ci fa pensare che egli sarebbe stato completamente contrario alla svolta di Fiuggi del gennaio 1995, quando Gianfranco Fini cambiò nome al partito di cui era segretario in modo da farlo apparire per quello che non è mai stato.
Nel frattempo si è assistito ad un nuovo maquillage da parte della formazione revanscista, divenuta – nel dicembre 2012 – Fratelli d’Italia, i cui dirigenti si sbracciano da sempre per convincere gli elettori che il fascismo non esiste più, è da relegare ad un fatto storico: sostengono di essere sinceri democratici.
Poi compare un post su Instagram di Giorgia Meloni, e tutti gli sforzi svaniscono: «Un ricordo che continua a vivere nel percorso della destra italiana e nella memoria di una comunità politica che, ancora oggi, non si risparmia, per aggiungere il proprio pezzo di cammino, con coraggio e determinazione».
Una semplice rivendicazione di continuità ideale tra Almirante e chi oggi ne porta avanti – o almeno così sostiene – le istanze: se si dà credito alle parole del Presidente del Consiglio dei Ministri, allora si deve concludere che lorsignori sono sempre gli stessi, con la camicia e la cravatta sopra l’orbace.
Bosio (Al), 24 maggio 2026
la Redazione del blog Pennatagliente
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